BHD 8 – Laas Gaal

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Il Black Hawk Down, organizzato dagli Orsi Bruni d’Abruzzo, è una delle MILSIM più conosciute e partecipate in Italia.

Le operazioni, tenutesi tra il 10 e l’11 Settembre del 2016, hanno visto fronteggiarsi due fazioni, i somali da una parte e le forze alleate (americani e inglesi) dall’altra, contando circa 500 partecipanti.

Il nostro Team ha servito le forze della Somalia ed in particolar modo il “New Somali Freedom Army – NSFA“, nel plotone Juba, insieme agli amici e compagni di altre avventure, Krimisa Korps, Mercenari, Brothers in Arms e Fear Catania.

 

 

Antefatto:

Dopo la grande sconfitta delle forze americane durante gli ultimi conflitti, nel corso degli anni si è finalmente arrivati ad una tregua dividendo quello che prima era la SOMALIA in due stati confinanti: La Repubblica di Somalia e la Repubblica di Laas Gaal. Con il nuovo presidente della repubblica di Somalia sembra essersi finalmente instaurato un periodo di pace. Tuttavia i vertici dell’esercito della repubblica di Somalia, molti dei quali facenti parte della vecchia milizia del Generale Aidid, sognando una Somalia unita sotto una unica bandiera, hanno avviato dei piani segreti per la sovversione del Governo.

Presente: L’esercito regolare somalo con un colpo di stato ha destituito il governo regolarmente eletto. La piccola Repubblica di Laas Gaal, conoscendo l’obiettivo di riformare un unico nuovo stato Somalo, teme un’imminente aggressione. In attesa del riconoscimento dello status di “Stato sovrano”, le Nazioni Unite hanno richiesto l’intervento di una forza di coalizione a difesa del territorio e della sua popolazione, su cui già si sono verificati atti violenti.

Gli Stati Uniti con l’appoggio della Gran Bretagna, si trovano ad affrontare lo stesso esercito da loro equipaggiato ed addestrato ad evitare quello che invece adesso sta accadendo.

La situazione potrebbe degenerare da un momento all’altro portando la Somalia indietro di 20 anni….

 

Sabato – 10 settembre

Arrivati verso le 7.00 del mattino circa, ci predisponiamo nell’area del ristorante “Collerotondo”. Alle 8.00, appena aperto il check-in, ci dirigiamo per consegnare i documenti vari ed effettuiamo il test ASG. Tutto nella norma, ci spostiamo al QG sul campo da gioco.

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Installate le tende e predisposto il campo base, Foley e Zero, insieme a Barabba dei Mercenari e al Colonnello Grimes dei Krimisa Korps, si spostano nella tenda comando per coordinarsi con gli altri plotoni e per definire gli ultimi dettagli.

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Terminato il briefing i ragazzi si ricongiungono col resto del team e definiscono la strategia da attuare.

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Si decide di procedere verso Garka per come richiesto dal comando, ma in aggiunta si sganceranno Sasso e Murdok dei Krimisa Korps verso Haylaan, una cittadina posta nella zona cuscinetto con un’alta densità di civili, fingendosi mercanti di vino, cercando di catturare più informazioni possibili.

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SganciatI i due infiltrati, continuiamo a muoverci verso Garka. E’ su questo percorso che rileviamo la prima minaccia ostile: un gruppo consistente di americani, rilevati dalla testa della colonna dei mezzi, parte dei quali si nascondono lungo i bordi della strada. Avanziamo con non poche difficoltà (colpa anche la pioggia), ci apriamo sia a destra che a sinistra della via, facendo fuori tutti gli ostili: checkpoint conquistato e strada libera da qualsiasi minaccia.

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Verso le 17:00 circa il nostro plotone viene inviato a supportarne un altro. Scontri duri e pioggia hanno reso il tutto molto frenetico. Usciamo senza problemi dallo scontro e ci dirigiamo verso il QG.

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Durante il tragitto intercettiamo una chiamata sul canale radio di coordinamento tra i plotoni, nella quale veniva comunicato che la copertura dei due infiltrati presso Haylaan era saltata: ci attiviamo immediatamente per procedere al recupero dei due. Ci dirigiamo successivamente al quartier generale.

Giusto il tempo di rifocillarci e di cambiare i vestiti zuppi causa pioggia e veniamo subito attivati dal comando: un americano, solo ed in atteggiamento ostile stava vagando nei pressi di Capo d’Acqua. Ci muoviamo subito per procedere alla sua presa in sicurezza.

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Non facciamo nemmeno in tempo a raggiungere il luogo dove era stato avvistato l’ultima volta l’americano che veniamo avvertiti dal QG del suo recupero da parte di un gruppo di suoi alleati. Veniamo così dirottati su Haylaan nel tentativo di aggraziarci il sindaco del villaggio ed estorcere quante più informazioni possibili.

Arrivati sul posto troviamo già un plotone (Wabi) che aveva posto in sicurezza il paese: procediamo quindi con il contatto. Grimes e Foley si spostano nel cuore della cittadina, mentre la rimanenza del plotone rimane in attesa congelata qualche decina di metri più in basso.

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I negoziati sono piuttosto difficili, ma con un po’ di pazienza (più di due ore di trattative) e grazie al “supporto economico” fornito dal QG, riusciamo ad ottenere 2 dei 5 diamanti custoditi. Decidiamo di aggiornarci al giorno successivo per recuperare il resto della partita.

Andiamo via da Haylaan verso le 21.30, programmando un blitz per l’indomani mattina ore 05.00: armi pesanti in mano a civili nella cittadina e soprattutto la consapevolezza che il sindaco non è altro che un trafficante del mercato nero ci sembrano elementi sufficienti per mettere in custodia il Major di Haylaan.

 

Domenica – 11 Settembre

Ore 5.30 circa. Rendez-vous veloce e ci dirigiamo verso Haylaan. Il perimetro è già protetto da altre unità somale. Procediamo molto velocemente ad accerchiare il villaggio. Nuovamente Foley e Grimes si dirigono verso il Sindaco: qualche minuto di trattativa per essere ancora certi che l’oggetto dello scambio fosse ancora li e appena sentita la parola d’ordine interveniamo prendendo il controllo di Haylaan in meno di 30 secondi.

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Ammanettato il buon Virla, procediamo alla sua esfiltrazione verso il nostro quartier generale.

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Considerazioni finali:

Abbiamo percorso parecchi chilometri mossi dalla curiosità che ci ha coinvolto nei vari racconti dei partecipanti alle edizioni precedenti. Purtroppo però le nostre aspettative sono state disattese: poca scenografia, poca tattica, pochi mezzi (niente elicotteri in giro, niente Hummvee, ecc) e davvero pochi americani per il campo. Paradossalmente abbiamo ingaggiato più con i civili che con le forze alleate.

Consci del fatto che nelle MILSIM molto viene condizionato sul piano ludico dai giocatori, elemento che anche in questo caso ha condizionato il corso degli eventi, ci saremmo aspettati di più.

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Per tutte le altre foto: Album dell’evento

 

Materiale Operativo

– OpOrd

– Cartografia

Mappa Operativa

 

 

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